Avis Fabriano Avis Fabriano
Autunno
Le prime nebbie sono tornate puntuali e con l’autunno la pioggia è venuta a spazzare le ultime illusioni d’estate. Ed ora alla prima aria ottobrina non serve più il ventaglio, ma è bene preparare la legna per il focolare. Oggi, purtroppo, i camini non fumano più con il profumo di legna ma, sbuffano neri nugoli di veleno. Li vedi pesanti nell’aria e già te li senti nel sangue. Cenere di soldi, dicevano i vecchi, guardando il fumo grigio uscire dalle ciminiere, ed anche salute che se ne va. La sapienza dei vecchi impastata di dolore e di sudore ha creato una letteratura sul valore della salute, sempre unito al valore della pace, loro poveretti erano continuamente costretti tra la fame e la guerra. Allora il Cielo lo si sentiva aperto sopra il mondo e lo stesso vivere era un rito, ci si aiutava a vicenda, perché si diceva chi vuol curare la propria salute curi anche la salute degli altri. Quel volersi bene creava il calore della comunità; quel calore che con le leggi si vorrebbe reinventare sui camini spenti e sui caminetti dipinti. Si diceva senza scandalo è meglio un asino vivo che un dottore morto; ci si consolava affermando che le pignatte screpolate durano più di quelle nuove, dicendo pure che, chi non sa soffrire non sa vivere. P.G.

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